La prima giornata regionale dei diversamente abili mentali

Cronaca di un grande evento sociale a Pizzo

Siamo a Pizzo, nello splendido scenario della Marina, fra la dolce melodia della risacca del mare e il caldo africano, reso più sopportabile da una leggera brezza. La tanta gente nei pressi del Museo della Tonnara, stuzzica la curiosità dei passanti e dei turisti. Divise della Croce Rossa, vigili, carabinieri, diverse magliette celesti con uno strano logo con su scritto “Artigianfamiglia”. Tanti ragazzi che all’interno delle sale si danno da fare per mettere tutto a posto prima dell’inizio lavori previsto per le 10,30. La manifestazione che sta per iniziare è “Un tartufo per tutti”. Gentilissima la ragazza addetta alle registrazioni ci spiega lo scopo della giornata, finalizzata al reinserimento socio ambientale dei soggetti con disagio psichico provenienti dai vari centri di riabilitazione e centri diurni regionali. Arrivano i pullman con i vari partecipanti provenienti da tutte le parti della Calabria, ragazzini, giovani donne e giovani uomini, contenti ed eccitati scendono dai loro mezzi e accompagnati dai loro dottori e collaboratori vengono accolti all’interno della Tonnara. Fuori intanto arrivano le autorità comunali e provinciali. Il sindaco di Pizzo, Franco Falcone, è assente per motivi di salute, ma il suo affetto e vicinanza si avverte lo stesso, basta osservare l’arsenale di forze che ha fatto schierare e messo a disposizione degli organizzatori. Farà le sue veci l’assessore alla Cultura Ivano Tuselli. Arrivano i dirigenti dell’Asl, in capo a tutti il Direttore Generale A.S. di Vibo, Francesco Talarico. Intanto gli assessori provinciali alla solidarietà, Lidio Vallone e Matteo Malerba, sempre presenti e sensibili a queste tematiche plaudono l’organizzazione. I minuti passano, si attendono inutilmente le autorità regionali: il governatore della Calabria, Agazio Loiero, e l’assessore alla Sanità, Doris Lo Moro, che giorni prima avevano dato la loro disponibilità a presenziare al primo incontro storico di tutti i centri di salute mentale della regione. Non arriva niente, ne telegrammi, ne telefonate per scusarsi dell’assenza, forse i disabili regionali sono poco importanti per loro, intollerabile veramente l’assenza della Lo Moro, messa in evidenza da tantissimi relatori. Dopo aver aspettato in vano, sotto la morsa del caldo e dell’afa, il direttore generale Talarico, da il via ai lavori, ai saluti delle autorità, alle testimonianze di alcuni ragazzi in sala, molto toccanti, tanto da far commuovere ed emozionare tutto il pubblico presente. 250 persone, tra questa ci colpisce Marilena B., una bella ragazza della provincia di Vibo, che facendo tesoro della propria esperienza, sta scrivendo un libro, “Essere per essere o per avere?” «Ho 24 anni, e purtroppo sono inciampata tante volte nella vita perché soffro di depressione, però io posso dire che la mia acerrima nemica l’ho sconfitta, ho vinto questa battaglia, e sono molto, molto forte». Legge un brano tratto dal suo diario dove promette al suo grande amico, Dio, di amare se stessa, di stimarsi, di rispettarsi di più, per diventare una vera donna, possibilmente saggia con fame di libri e cultura di vita. «Essere per essere o per avere, cioè tu sei quello che sei o quello che hai? Io sono quello che sono, io sono una ragazza sensibile, dolce, ma nel contempo estroversa, passionale. Io sono così, semplicemente come sono.» e finisce il suo intervento recitando i versi di un noto scrittore: « Io non amo coloro che non sono mai inciampati, coloro che non sono mai caduti, perché ad essi non è svelata la bellezza della vita…». Parla il responsabile del reparto di riabilitazione psichiatrica di Pizzo, Francesco La Torre, proponendo il progetto di una Colonia residenziale estiva da creare nei locali della struttura ospedaliera napitina. Interviene subito dopo, l’assessore Tuselli, che commosso, propone una convenzione per i diversamente abili con i bed and breakfast napitini, in modo tale di far passare delle vacanze economicamente convenienti in attesa della creazione della colonia. Chiude il dibattito, il presidente dell’associazione di volontariato Artigianfamiglia, Carmensissi Malferà, dichiarando: « La giornata “Un tartufo per tutti” non vuole essere solo un piccolo dono “straordinario” per questi nostri amici , ma l’inizio di un vasto progetto portato avanti dai vari enti e dall’associazione Artigianfamiglia, per creare un centro diurno a Pizzo. Se ne avverte molto la necessità, i ragazzi e le loro famiglie non vanno abbandonati a se stessi, costretti a stare in casa isolati e in solitudine, come sta succedendo, dato che non ci sono nel nostro territorio delle strutture consone.» continuando:« il centro diurno di Pizzo, sarà rivoluzionario, verranno creati al suo interno dei laboratori di ceramica, cucito, ricamo, tombolo, scultura del legno e del tufo, pittura e restauro, in modo tale da tramandare gli antichi mestieri, grazie all’ausilio di esperti e dei nostri maestri artigiani. Con la scusa i partecipanti potranno socializzare, vivere in comunità, sentirsi utili per se e per gli altri. Se gli anelli più sensibili della catena, stanno bene, il resto si può solo rinforzare e armonizzare, migliorando tutta la collettività.»

Dal dibattito è emerso anche la difficoltà di questi ragazzi di trovare lavoro, cosa sottolineata da Salvatore S. di Cosenza, diplomato con 7 corsi post-diploma in diversi settori, che non riesce con tutta la buona volontà e capacità ad inserirsi nel mondo del lavoro, per pregiudizio, o per paura di chi sa quale cosa. Alla conclusione del dibattito è emerso l’impegno degli assessori provinciali a ripetere l’iniziativa, e l’ausilio alla collaborazione tra i vari enti locali, Comune, Provincia, Asl e Artigianfamiglia. Tutti i presenti si augurano che la Regione, l’ente competente per la struttura ospedaliera interessata, possa accogliere queste proposte veramente innovative per la Calabria. Erano presenti al dibattito anche: lo storico Mimmo Pacifico; Caterina Gaccetta, del CSV di Vibo; Maria Rita Carreri, presidente dell’associazione Alzhaimer; Lea Pirillo, presidente GADCO. Successivamente tutti i partecipanti hanno pranzato assistiti dai vari volontari di Artigianfamiglia, Gadco, Avis, e dell’associazione Don Giuseppe Macino. Successivamente in un clima molto bello di armonia e gioia, grazie a “Mastro” Lino Vallone, grande musicista napitino di mandolino, accompagnato alla chitarra da Michele La Ruffa e col tamburo da Leonardo Maglia, hanno coinvolto tutti in canti e balli tipici della nostra terra. Al pianoforte invece, con pezzi classici si è esibita Ermelinda Procopio . Dopo, gli ospiti hanno preso posto nella sala multimediale per vedere il filmato della Rievocazione Storica “Pizzo 1810/1815”, del videomaker Lello Febbraro, un documentario fatto di immagini e musiche che hanno emozionato i presenti, richiedendo il bis. Successivamente accompagnati dalle guide volontarie dell’Associazione Gioacchino Murat Onlus, i protagonisti indiscussi di questa giornata, insieme ai loro dottori e collaboratori hanno visitato il Museo del Mare di Pino Procopio, il centro storico e il Castello aragonese, dove infine sul terrazzo si è conclusa la giornata, con la degustazione del famoso “tartufo” artigianale di Pizzo, servito dai volontari di Artigianfamiglia: Fortunata Starace, Sara Riga, Angela Fruci, Anna Salutato, Teresa Perri, Mimmo Malferà, Rocco Bruni, Michele Potenza, Rossana Caridà, Luana Riga, Nicola Mazzitelli, Immacolata Mazzitelli, Domenico Riga, Alfonso Salutato e dal piccolo Andrea. Gli amici diversamente abili felicissimi di questa giornata hanno ringraziato con i loro sorrisi e la loro gioia, insegnando a tutti che si può essere felici con poco…bastano delle piccole attenzione, un sorriso, un po’ di affetto, un po’ del proprio tempo da dedicare a chi ne ha più bisogno per dar vita ad una giornata da plauso come questa, che è trascorsa a Pizzo per 250 persone provenienti da tutta la Calabria. La scusa di un “tartufo”, ha reso tutti uguali, ha gettato le basi per dei grossi progetti che interessano tutta la collettività, e ha tolto dal dimenticatoio i nostri malati psichici, i nostri amici più deboli.

S.M.

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