Lascia senza parole la presentazione delle poesie della Malferà a Pendina

Grande successo di pubblico, oltre tutte le più rosee aspettative, per la presentazione del primo libro di Carmensissi Malferà. Una serata veramente affascinante, che è riuscita a trasmettere ai numerosi presenti al rione Pendino di Francavilla Angitola, la magia degli antichi ruderi descritta dalla giovane nelle sue profonde poesie. Ben tre ore e mezza di spettacolo, tra la presentazione del libro, la lettura delle poesie, recitate da fanciulle vestite in abiti d’epoca del 1810, accompagnate al pianoforte da un brillante Francesco Ventura, un percorso musicale e fotografico tra i ruderi messi in risalto da un gioco di luci ben studiato dal tecnico di Hodigitria Alfonso Salutato, che fra le dolci note e i cenni storici ha creato una scenografia davvero unica e speciale, regalando continue emozioni. Veramente entusiasti per l’ottima riuscita della serata gli amministratori, in particolar modo il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pungitore, che ha voluto fortemente la pubblicazione del libro, appoggiato dall’assessore alla cultura Antonella Bartucca e dal sindaco Carmelo Nobile. Molti i francavillesi presenti e commossi dall’opera della Malferà, non sono voluti mancare all’appuntamento di Pendina, contornati da numerose personalità del mondo della cultura provenienti da tutta la provincia. La serata organizzata dall’Associazione di volontariato ArtigianFamiglia con il prezioso aiuto degli amici dell’Associazione Phocas di Francavilla, patrocinata dal Comune, ha lasciato tutti senza parole. Un connubio veramente avvincente, di alta qualità, perfetto in ogni punto, dove nulla è stato lasciato al caso. Ad aprire i lavori del convegno, la lettura da parte dell’autrice della poesia dedicata a nonno Antonio Attisani, “semplice ed umile maestro di vita di Francavilla Angitola” al quale ella dedica tutta la sua opera. E’ toccato al giornalista Salvatore Berlingieri introdurre la giovane studiosa e la sua prima opera editoriale, sono seguiti i saluti e i ringraziamenti del sindaco Carmelo Nobile, la magistrale relazione dello storico Foca Accetta, e il saluto dell’architetto Giuseppe Santacroce autore degli schizzi del libro. A conclusione il discorso, veramente toccante di Carmensissi Malferà, sulla comunità francavillese e sulla magia ovattata di quello che rappresenta Pendina. La recita eccellente delle poesie da parte di Anna Salutato e Valentina Genovese sulle dolcissime note del pianoforte, hanno affascinato grandi e piccini, catturati dall’atmosfera veramente surreale che si è venuta a creare. Che è continuata lungo il percorso guidato fra i ruderi, organizzato dalla professoressa Santina Spinelli, a partire dalla casa gentilizia, dove una superba esibizione del maestro Edoardo Marchese con la chitarra classica ha veramente appassionato tutti con una serie di esibizioni legati al tema della Napoli Ottocentesca. Il percorso è proseguito con le allegre note di musica popolare del maestro Lino Vallone, Enzo Rondinelli e Donato Ventura con mandolino, chitarra e tamburello al rudere “Pagliaia”, concludendosi di fronte al Calvario Bizantino con una eccezionale performance della violinista Emanuela Stillitano e del pianista Daniele Paolillo, che hanno regalato emozioni a non finire contornati come gli altri musicisti da una scenografia spettacolare. Ritornati in piazzetta, le note del maestro Onofrio Berlingieri hanno allietato il buffet, preparato dalle due associazioni organizzatrici, che ha previsto un viaggio di sapori legati alla Francavilla di una volta, con molti prodotti tipici e dolci della tradizione locale. A concludere la meravigliosa serata, la proiezione del cortometraggio “Pendina Antica” con l’intervista a padre Rondinelli del regista Lello Febbraro e la mostra fotografica “La Francavilla nei ricordi” di Pino Pungitore. Cultura, poesia, storia, tradizioni, video, mostra fotografica, valorizzazione del paesaggio, musica di alta qualità hanno reso Francavilla Angitola giorno 21 la regina indiscussa della Calabria, ridandole quell’importanza di una volta che il passare del tempo ha assopito e insabbiato.