Briatico vecchia


Briatico vecchia è stata la nostra 1° tappa...
Paola - Fiumefreddo Bruzio

Ha rappresentato la tappa più divertente...

Rocca Angitola

Meravigliose vedute dai ruderi...


Santa Ruba - Vibo Valentia

Una passeggiata fra l'architettura bizantina e il museo archeologico ...

 


Serra San Bruno - Nardodipace

L'escursione tra boschi e megaliti ...




Polia

Tra mulini e acqua pura nel verdegiante Pre-Serra Vibonese...



San Nicola da Crissa

Un piccolo paese, chimera dalla routine frenetica del capoluogo



 

Passeggiata storica nella bellissima Fiumefreddo Bruzio

 

Gli amici del gruppo“Il  grappolo”  negli itinerari  di  visita  ai più importanti  centri   calabresi di interesse  storico-archeologico,  hanno fatto tappa presso  l'antico paese  di Fiumefreddo  Bruzio  in provincia  di Cosenza, caratterizzato dalla bella posizione  panoramica quasi a strapiombo  sull'azzurro  mare  Tirreno.Fiumefreddo  è un  paese arroccato su  una  rupe,  circondato  da  bellezze  naturali  di  mare  e di montagna,  avvolto  da  mistero, storia,  cultura,  arte e  tradizione.Il  suo nome  prende origine  dalle  acque “ fredde” del  fiume impetuoso  che scende, alle sue spalle,  dalla cima  di Monte  Cocuzzo,  in un  susseguirsi  di catene  montuose,  tali  da formare  un baluardo  roccioso naturale che domina e protegge il borgo.Secondo  alcuni  storici  locali  i primi insediamenti  dovettero  avvenire al tempo  della persecuzione  dei Cristiani ,  che sotto  l' imperatore  Diocleziano  si rifugiarono  nella valle poi chiamata  di Fonte Laurato.  Gli eremiti  intanto  vivevano  nascosti  in grotte  oscure  (Timpone  Badia,  Grotta  dell' Eremita).  Più  tardi  nella  valle sorse  un  romitorio di monaci  Basiliani, attorno ad una  primitiva  chiesa  di Santa  Domenica.Quando i Normanni  arrivarono in Calabria , per  opporsi  alle  frequenti scorrerie  dei Saraceni, prima costruirono nella zona  numerose  torri di avvistamento e di difesa, poi  iniziarono  la costruzione della prima  vera e propria roccaforte   di Fiumefreddo,  dotata  di  poderosi  muri  di contenimento per portare a livello  il terreno franoso  nella parte est.Nel 1535  l'imperatore Carlo V  tolse il feudo  di Fiumefreddo  alla famiglia  dei Sanseverino  e lo consegnò al  capitano  spagnolo  Ferdinando  D' Alarçon  con il  titolo  di marchese  della   Valle.Il  marchese  iniziò la  ristrutturazione del castello  e irrobustì  la cinta  muraria.  Sua figlia Isabella sposò  Don  Pietro  Gonzales  de Mendoza , nominato  Vicerè  di Calabria con dimora  a Fiumefreddo.  Portando in dote il feudo ,  ebbe allora inizio  la dinastia  D' Alarçon-Mendoza.Oggi il castello appare però come spettrale relitto in cima alla collina, uno scheletro denudato a cui si accede attraverso un ponticello in legno coreograficamente illuminato da un faro che ne accentua l'aspetto spettrale di notte.E di giorno? Il maniero distrutto dai Francesi nel  1807 sta per rinascere a nuova vita grazie ad importanti interventi di restauro: «I lavori sono stati ultimati da poco - spiega il sindaco Aloise - e il castello potrà riaprire ai visitatori entro l'estate prossima. I turisti potranno così ammirare il castello rimesso a nuovo e gli  splendidi affreschi del pittore  Salvatore Fiume al suo interno ».Già, un nome, un destino, perché il pittore siciliano scomparso nel 1997 ha contribuito con la sua opera a creare una particolarissima contaminazione nel borgo medievale di Fiumefreddo, accostando ad esempio alle mura del palazzo comunale che dà sul belvedere, una scultura che rappresenta una figura femminile  che cavalca le onde.E come ha commentato Carmensissi Malferà durante il viaggio di ritorno: ‹‹Bella, armoniosa ed intrigante Fiumefreddo, visitandola sembra di fare un tuffo nel passato, sembra di poter toccare con le proprie mani per un attimo le nostre radici la nostra storia… le sue stradine rimaste al Medioevo con le costruzioni così ben fatte che neanche i terremoti hanno buttato giù, una pulizia e un silenzio ovattato danno vita ad un'atmosfera unica nel suo genere difficile da poter immaginare in Calabria… Io, non vedo l'ora di tornarci, e sfilare per il centro storico in abito d'epoca, è stato proprio come vivere un sogno…un sogno ad occhi aperti…››

Pino Pungitore