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Passeggiata storica nella bellissima Fiumefreddo Bruzio
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Gli amici del gruppo“Il grappolo” negli itinerari di visita ai più importanti centri calabresi di interesse storico-archeologico, hanno fatto tappa presso l'antico paese di Fiumefreddo Bruzio in provincia di Cosenza, caratterizzato dalla bella posizione panoramica quasi a strapiombo sull'azzurro mare Tirreno.Fiumefreddo è un paese arroccato su una rupe, circondato da bellezze naturali di mare e di montagna, avvolto da mistero, storia, cultura, arte e tradizione.Il suo nome prende origine dalle acque “ fredde” del fiume impetuoso che scende, alle sue spalle, dalla cima di Monte Cocuzzo, in un susseguirsi di catene montuose, tali da formare un baluardo roccioso naturale che domina e protegge il borgo.Secondo alcuni storici locali i primi insediamenti dovettero avvenire al tempo della persecuzione dei Cristiani , che sotto l' imperatore Diocleziano si rifugiarono nella valle poi chiamata di Fonte Laurato. Gli eremiti intanto vivevano nascosti in grotte oscure (Timpone Badia, Grotta dell' Eremita). Più tardi nella valle sorse un romitorio di monaci Basiliani, attorno ad una primitiva chiesa di Santa Domenica.Quando i Normanni arrivarono in Calabria , per opporsi alle frequenti scorrerie dei Saraceni, prima costruirono nella zona numerose torri di avvistamento e di difesa, poi iniziarono la costruzione della prima vera e propria roccaforte di Fiumefreddo, dotata di poderosi muri di contenimento per portare a livello il terreno franoso nella parte est.Nel 1535 l'imperatore Carlo V tolse il feudo di Fiumefreddo alla famiglia dei Sanseverino e lo consegnò al capitano spagnolo Ferdinando D' Alarçon con il titolo di marchese della Valle.Il marchese iniziò la ristrutturazione del castello e irrobustì la cinta muraria. Sua figlia Isabella sposò Don Pietro Gonzales de Mendoza , nominato Vicerè di Calabria con dimora a Fiumefreddo. Portando in dote il feudo , ebbe allora inizio la dinastia D' Alarçon-Mendoza.Oggi il castello appare però come spettrale relitto in cima alla collina, uno scheletro denudato a cui si accede attraverso un ponticello in legno coreograficamente illuminato da un faro che ne accentua l'aspetto spettrale di notte.E di giorno? Il maniero distrutto dai Francesi nel 1807 sta per rinascere a nuova vita grazie ad importanti interventi di restauro: «I lavori sono stati ultimati da poco - spiega il sindaco Aloise - e il castello potrà riaprire ai visitatori entro l'estate prossima. I turisti potranno così ammirare il castello rimesso a nuovo e gli splendidi affreschi del pittore Salvatore Fiume al suo interno ».Già, un nome, un destino, perché il pittore siciliano scomparso nel 1997 ha contribuito con la sua opera a creare una particolarissima contaminazione nel borgo medievale di Fiumefreddo, accostando ad esempio alle mura del palazzo comunale che dà sul belvedere, una scultura che rappresenta una figura femminile che cavalca le onde.E come ha commentato Carmensissi Malferà durante il viaggio di ritorno: ‹‹Bella, armoniosa ed intrigante Fiumefreddo, visitandola sembra di fare un tuffo nel passato, sembra di poter toccare con le proprie mani per un attimo le nostre radici la nostra storia… le sue stradine rimaste al Medioevo con le costruzioni così ben fatte che neanche i terremoti hanno buttato giù, una pulizia e un silenzio ovattato danno vita ad un'atmosfera unica nel suo genere difficile da poter immaginare in Calabria… Io, non vedo l'ora di tornarci, e sfilare per il centro storico in abito d'epoca, è stato proprio come vivere un sogno…un sogno ad occhi aperti…››
Pino Pungitore
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